Scelta dell’abito dei sogni. IL TESSUTO
23 novembre 2016  |   Come scegliere l'abito  |   0

LA SOTTILE TRAMA DI UN SOGNO

Ci sono tessuti che per definizione sono legati all’abito da sposa, anche perché la riuscita di un modello dipende proprio dal tipo di tessuto scelto. Il nostro consiglio è di non precludervi nessuna possibilità e non avere pregiudizi. Il tessuto dell’abito non va scelto “prima”, ma valutato in base all’armonia dell’insieme e soprattutto al tipo di modello.

Le linee fluide, essenziali, carezzevoli trovano nello chiffon, nel cady di seta, nella georgette, nel satin la miglior materia prima; gli abiti dal taglio sostenuto, scultoreo, bon ton sono esaltati da tessuti più sostenuti quali ad esempio il mikado ola duchesse; il tulle, il piont d’esprit (il tulle coi classici “puntini”), l’organza e il voile regalano all’abito un’immagine di leggerezza, un effetto “nuvola”. Ognuno di questi può essere in pura seta, misto o sintetico.

Abbiamo preparato per voi un piccolo promemoria dei tessuti prediletti dalle grandi Maison di abiti da sposa.

broccato: pesante e consistente con motivi floreali o astratti in rilievo, spesso impreziosito con fili d’oro, d’argento, di bronzo o di lurex colorato
cady:  crespo con sottile lavorazione
chantilly: pizzo lavorato a tombolo; prende il nome dalla cittadina francese dove viene realizzato
chiffon: molto leggero e trasparente, realizzato con filati di seta ritorti
duchesse: raso pesante lucido
georgette: morbido e leggero
goffrato: a rilievi ornamentali, ottenuto per compressione
lame’: filato con fili metallici che formano ornamenti
macramè: pizzo lavorato a mano attraverso intrecci e nodi
marocain: pesante crêpe dalla trama particolarmente grossa caratterizzata da costine trasversali
mikado: originario del Giappone, opaco, dalla mano corposa e consistente
organza: leggero, sostenuto e leggermente madreperlato
point d’esprit: tulle ricamato a testa di spillo
raso o satin: lucido, dalla mano morbida, ma corposa
shantung: luminoso di origine cinese, definito anche seta “cruda” in quanto pochissimo lavorato, come si evince dalla superficie tipicamente irregolare
taffetà: liscio e sostenuto a struttura quasi rigida, puo’ essere operato o stampato
tulle: tessuto per abiti da sposa, velo con piccolissimi fori esagonali a rete principalmente in seta, molto leggero
valenciennes:  pizzo molto leggero, lavorato a tombolo, prende il nome dalla città francese dalla quale proviene
voile: simile alla georgette, molto leggero e impalpabile, quasi trasparente.